NON C’È LA PAROLA “IMPOSSIBILE” NEL DIZIONARIO. NON PIÙ – 1° parte

NON C’È LA PAROLA “IMPOSSIBILE” NEL DIZIONARIO. NON PIÙ – 1° parte

Quando aspiri a diventare nomade digitale e devi fare i conti con un marito con lavoro stanziale e un figlio di un anno.

Stavo leggendo un capitolo del libro di Andrea Benedet “Come creare una Startup in proprio con meno di mille euro”. Una cosa che pensavo impossibile.

Il capitolo :”Casa-lavoro in 15 secondi: un altro stile di vita” mi sembrava davvero attinente a quello cui mi sto preparando. Oltretutto arrivata ai due sotto capitoli “COMBATTERE LA SINDROME DELLA PANTOFOLA” e “I BAMBINI: COME NEUTRALIZZARLI” ho riso come non ridevo da tanto ed ho adorato subito quel libro.

Ho smesso di ridere quando ho letto la citazione d’apertura di Josef Conrad:

“Come faccio a far capire a mia moglie che anche quando guardo dalla finestra sto lavorando?”  – J.C.

Da quando ho intrapreso la via che porta ad una Startup, ci sono state molte situazioni che suoneranno familiari ad alcune.

  • Nelle serate o nei week end, quando la famiglia era riunita al rientro dal lavoro del consorte, echeggiavano frasi come “Ma pensi di stare con noi (marito e figlio) oppure resti tutto il giorno al computer?”. La realtà: avendo un figlio di (quasi) un anno durante il giorno il laptop ci osserva e ci chiama, le ricerche di mercato aspettano la nostra immersione nel loro territorio, il business plan urla e pretende la nostra stesura… ma il pupo a gattoni va ad inserire le dita nella presa di corrente e devi declinare l’invito di qualsiasi elemento faccia parte della tua futura impresa. Così, quando arriva un adulto nei paraggi, speri di poter dedicare più di 4,5 secondi di fila allo schermo dove avevi lasciato, incorrendo però negli insulti della collettività.
  • Le innumerevoli interruzioni, nel caso si lavori in casa in compresenza degli altri componenti il nucleo familiare, possono far perdere focus e nodi strategici di ragionamenti in corso, con un disastroso effetto domino: vogliamo parlare delle irruzioni nell’area home-office per cambio pannolino? Del… “Tesoro, cosa ti va per cena?” Dei … “Prima che mi dimentichi, sai cos’è successo prima??…” Aaagh.

  • L’aspirante startupper e nomade digitale, che si trovi nella condizione in cui debba contemporaneamente gestire quella splendida creazione in 3D che è suo figlio/figlia/figli/gemelli e relativo avvio alla vita, ed un compagno/compagna con lavoro stanziale e quindi regolato da timbratura, orari fissi, sabati-domenica-NON ESISTE CHE SI LAVORI, può incorrere in qualche momento di stress organizzativo.
  • Nel caso di prole a carico dello startupper-aspirante-nomade digitale si dovrebbe considerare che il/la suddetta abbia a che fare non con una, ma bensì DUE STARTUP. E di nessuna delle due è in possesso dei relativi manuali per il montaggio e l’uso.
  • Questa cosa si guadagna già un po’ di rispetto.

Che fare?

Lo stesso Benedet nel suo libro offre interessanti spunti per “neutralizzare” almeno i figli, tenendoli occupati con incarichi più o meno adattabili alla diversità di prole, ma … Le dolci metà? Non sarebbe molto romantico nè utile alla sopravvivenza della coppia NEUTRALIZZARE anche loro.

Urge perciò il mitico COMPROMESSO: una calendarizzazione possibile ed accettabile da entrambe le parti di un tempo-lavoro per la persona operante in home-office. 

Un tempo inviolabile, a meno che il pupo si strozzi con le crocchette del gatto, o abbia tentato il suicidio saltando dal divano; un tempo che anche il proprio compagno/compagna pretenderebero rispettato nel proprio ufficio tradizionale.

Nello splendido articolo/intervista fatta da Andrea Giuliodori Come creare una startup innovativa nella Silicon Valley al creatore di Badger Maps, Steve Benson descrive l’avvio di un’impresa:

[…]Amo poi la sfida imprenditoriale.

Quando crei una startup è come far decollare un aeroplano, ma questo aeroplano ancora non esiste! Ci sei solo tu e la tua idea all’inizio della pista di decollo, e devi essere in grado di trovare tutte le parti del tuo aereo e montarle insieme mentre corri lungo la pista per prendere il volo.

Quando riesci a farlo però, non c’è sensazione paragonabile.[…]”

È quindi indispensabile trovare il modo di superare incomprensioni tecnico-organizzative del contesto familiare e lavorativo (di ognuno) perchè un’impresa impossibile deve decollare e richiede lavoro di squadra!

Si può fare??????

Mi auguro proprio di si e come sempre mi metto sul campo per dimostrare le mie tesi.

Al prossimo aggiornamento!

il@

 

 

 

 

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