Prime esperienze da nomade: i miei Oscar a Hollywood.

Prime esperienze da nomade: i miei Oscar a Hollywood.

Nel 2015 ho vinto due Oscar a Hollywood.

Se tralasciamo che gli Oscar erano di plastica, a Hollywood c’ero davvero!

Quell’anno mi accingevo a fare il tirocinio per l’università, un tirocinio che avevo inventato completamente per poi farlo accettare alla commissione dell’uni. Iniziavo una splendida esperienza nomade. Insomma, mi sono ritrovata a Los Angeles in una classe di ventenni provenienti da tutto il mondo ed inizialmente è stato un trauma.

Oh, lo so che le donzelle già attive nel nomadismo mi rideranno dietro ora, ma è a trentacinque anni che ho imparato a stare al mondo in un mondo diverso dal mio.

Non so voi quale background abbiate, ma in Italia secondo me non c’è ancora tanto quella dell’esperienza all’estero che ti cambia la vita.

Soprattutto nella mia italica città natìa, di sapore antico (e diciamolo, un po’ retrogrado), i giovani (e LE giovani) sono tanto innamorati di casa propria e non ci pensano nemmeno a partire verso l’ignoto se proprio non v’è una ragione valida.

Lasciamo stare gli Erasmus e le esperienze extraeuropee che per fortuna sono quasi d’obbligo nelle università, ma se provate a chiedere ai ragazzi che sono arrivati al diploma se ne trovate uno che è stato per un periodo a Londra … è un miracolo!

Proprio quando stava per scoppiare la crisi lavorativa ho avviato un’attività (furba, eh?). Dopo un breve periodo ho capito che la vita statica non è fatta per me, ma l’impegno era già stato preso e dopo quasi sette anni sono ancora lì.

Iscrivermi all’università subito dopo mi ha dato una botta di freschezza e l’idea pazza di andare negli States per il tirocinio.

Quando sono tornata non ero più la stessa.

Lo so, è la classica frase da libro o da film!!! Ma è così! È una di quelle cose che se te la racconta qualcuno non riesci a capirne il vero significato.

S’HA DA FA!

Qual è la cosa più spaventosa che ho dovuto affrontare a Los Angeles? IL LAVORO IN TEAM! Lavorativamente parlando sono un pesce solitario. Per fare il nostro primo film si doveva assegnare un ruolo tra quelli all’interno di una produzione ad ognuno di noi e poi si doveva mettere tutto il materiale assieme. La MIA sceneggiatura… è stata sventrata dai colleghi giapponesi, svizzeri, venezuelani …. E ne è venuta fuori una cosa SPETTACOLARE! Dal pianto sul cadavere del mio script all’abbraccio collettivo! UFO!

La cosa più bella in assoluto (a parte che adoro la California)? Che mi sono innamorata del nomadismo e del confronto con altre culture; che non posso più fermarmi e che vorrei che una cosa indispensabile come il lavoro diventi parte integrante del viaggio e che il viaggio diventi parte integrante del lavoro. Quella volta mi sono sentita come una libreria che, inizialmente vuota, sia stata di colpo riempita di volumi di ogni genere! Cavolo, TUTTI almeno una volta nella vita dovrebbero provare una cosa simile…

Così al rientro mi sono messa a pensare a come conciliare il mio innamoramento per il cinema e il lavoro. Sono un po’ lentina, lo ammetto, ma ci sto arrivando anch’io. 🙂

Aspettatemi!

il@

 

 

 

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